GasAppunto

Gruppo d'Acquisto Solidale Appunto


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Là dove mele, pere e noci maturano felici

Tra le colline scoscese della bassa Val di Non, l’estate segna il periodo di maturazione delle mele, delle pere e delle noci che rallegreranno le nostre tavole in autunno.

Accanto alle più note mele Golden, Gala, Stark e Renette ci sono le varietà antiche.

Tra le pere, le prime a maturare saranno le Williams, seguite dalle Abate e poi dalla Martin Sec, una varietà tardiva.

Con l’avanzare della stagione autunnale e dopo l’essiccatura, potremo assaggiare anche le noci, che, si sa, sono elisir di lunga vita!

Naturalmente è tutto biologico e certificato, nonchè diligentemente accudito dal produttore 🙂

Scorrendo tra i post, potete anche curiosare le caratteristiche delle varietà di mele e pere. Per le foto, ci risentiamo presto 🙂


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“Ecco perché l’Unione europea vuole che il 25% dei campi sia bio”

Paolo Barberi, professore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, intitola così il suo articolo, comparso sull’Huffington Post una settimana fa.

Scrive Barberi: “non bisogna produrre di più; bisogna produrre meglio, con maggiore efficienza e minore impatto ambientale, riducendo la distanza tra luoghi di produzione e consumo, adottare diete più salutari, e soprattutto favorire la ridistribuzione del cibo, per far sì che tutti abbiano sempre cibo sufficiente e di buona qualità”.

L’articolo è lungo e documentato – come ci si aspetta da una persona preparata, da un docente di una delle migliori università italiane. E fa piacere vedere che le scelte che il GAS Appunto rispetto alla scelta dei produttori, dei consumi e dei prodotti, siano in linea con una visione di un mondo migliore, di un futuro possibile.


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Le visite ai produttori/trici di formaggi saranno finite?

E chi può dirlo? Nel frattempo ecco alcune forme di parmigiano reggiano.

A differenza del cugino ‘grana’ non contiene una proteina dell’uovo per cui chi è intollerante può mangiarlo.

In più gli intolleranti al lattosio (e non solo) possono apprezzare quello stagionato almeno 30 mesi

Ecco a voi le fasi della salamoia e stagionatura… Sapete riconoscere quello del 2016?


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28 maggio, ossia la giornata dell’hamburger… Ma si può ancora festeggiare?

L’hamburger è diventato, negli ultimi anni, il simbolo di (elenchiamo in ordine sparso):

  • del junk-food, del cibo spazzatura, minaccia drammatica per la salute della popolazione mondiale e causa di un uso abnorme, smodato e irrazionale delle risorse naturali del pianeta;
  • del capitalismo alimentare, che concentra in poche mani e poche aziende il controllo diretto ed indiretto di filiere che avvolgono (o avvinghiano) il pianeta intero;
  • di un modo di alimentarsi insostenibile e da abbandonare al più presto.

Eppure, eppure, il crudele e terribile hamburger non è così terribile. O meglio, come altri prodotti alimentari, negli ultimi anni è stato rivisitato, ragionato e trasformato. Due nuove considerazioni vanno aggiunte al dibattito:

  • esistono gli hamburger vegetali; ora, alcuni di voi storceranno il naso. Ma nell’infinita varietà di prodotti elaborati, ce ne sono alcuni decisamente degli di nota. Se vi capita di andare a Parigi, provate i panini di Hank: danno dipendenza, e sono vegani.
  • spesso il problema dell’hamburger è intrinseco, ossia è la materia prima: una bistecca prodotta con carne che arriva da un allevamento industriale è inevitabilmente connessa alle criticità degli allevamenti intensivi. Ma se la carne è biologica, la questione cambia: migliore la qualità, minore l’impatto ambientale. E per questo il GasAppunto ha scelto di rifornirsi da produttori bio, come sempre.

Quindi sotto tutti a mangiare hamburger giorno e notte? Beh, non esageriamo: la carne rossa è comunque uno dei cibi con il più alto impatto ambientale. Come al solito, usiamo moderazione. Piuttosto, come sempre (un sempre che sì, deve divenire un daily must, un dovere quotidiano), scopriamo la filiera da cui arriva, cosa c’è a monte.

Perchè ogni hamburger ha storia a parte!


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Francesco, ossia il fornitore di fresco del GasAppunto

L’intervista si apre con il chicchirichì dei galli di sottofondo.

L’intervistato è Francesco, il fornitore di fresco del GasAppunto. E’ lui la persona che il GasAppunto per raccontare in prima persona cosa significa fare colture biologiche e lavorare con un gruppo di acquisto solidale.

Francesco, come mai “biologico”? Perchè questa scelta? Raccontaci un po’ la tua storia.

“L’ho scelto già 25 anni fa, nell’altra azienda che avevamo. La scelta è stata dettata un po’ da alcune persone che facevano “biologico” e mi ispiravano fiducia. E poi, per tenere questo mondo un po’ più pulito di quanto non fosse prima. E poi, diciamolo, secondo me è una bella cosa fare agricoltura biologica: è molto difficoltoso, ma è bello. Infine, molto prosaicamente, siccome ai tempi avevamo appena aperto una vendita diretta, pensavamo che fosse più attrattivo per i clienti avere prodotti biologici”.

E come è stata la reazione dei clienti? Come sono cambiati i consumatori, in 25 anni? Adesso, oltre la vendita diretta, “hai” gruppi di acquisto solidale, alveari, mercati.

“Venticinque anni fa [il biologico] era ricercato da poche persone. All’epoca, i pochi clienti erano molto convinti della propria scelta, motivati, sapevano cosa cercavano, erano forse più consapevoli. Anche adesso ce ne sono, forse anche di più, però adesso ci sono molti che si avvicinano al biologico senza sapere cosa sia. Per cui ancora adesso bisogna spiegare cos’è, come si fa, come si produce. E il bello di questo mestiere, di produrre e di vendere nello stesso posto, è che puoi far vedere come funziona la cosa, puoi portare la gente sospettosa nei campi, puoi far vedere i prodotti e rendere le persone un po’ più consapevoli, edotte di cosa mangiano”.

Tra dieci anni, come vedi l’evoluzione del tuo mestiere, del tuo ruolo? Dov’è Francesco?

“Spero di essere ancora qua! [ride]. Anche per un po’ di più. Scherzi a parte, negli anni ho cambiato molto coltura e cultura. Fino a pochi anni fa, gli ortaggi li producevo nel cortile di casa: solo un po’ di pomodori. Adesso, in questa nuova realtà coltiva sopratutto ortaggi: un’altra vita, rispetto ai seminativi, al riso o ai cereali che facevo prima. E c’è tutto da capire: per cui tra dieci anni sarò probabilmente ancora qui a scoprire qualche nuova coltura, come funziona, dove trovare i semi, come piazzarla”.

Beh, Francesco, calcola che noi del GasAppunto siamo sempre desiderosi e interessati a nuovi prodotti e colture!

Quindi, non smettere di sperimentare…